3 gennaio - lo spazio prove a Carrara 

IL RICORDO

Sconsiglio vivamente a chiunque debba scrivere una tesi di passare le feste in famiglia. Meglio andarsene in vacanza, in un posto brutto, per niente turistico e studiare là. Magari al caldo!

Qua invece c’è confusione, non trovi parcheggio, per strada incontri pure gli amici dell’asilo che ora hanno un figlio e che vivono all’estero e che sono ricchi e che di qui e che di là! Quindi che fai, ti rifugi in casa, ma lì non c’è speranza d’isolarsi, per non parlare del freddo! Io-odio-avere-freddo e, per quanto lo spazio prove sia fantastico, si G-E-L-A. Ma il freddo che ho provato oggi… è stato sfiancante! Mi sono scaldato solamente quando ho visto il COSTUME DI SCENAAAAAAAAAA!!

So che non è la versione definitiva, anzi, siamo ancora alla base del vestito che sarà, ma mi basta toccare il tessuto e muovermi al suo interno per emozionarmi. Riaffiorano ricordi passati, di grandi produzioni teatrali, ricche di luci, oggetti, attori e le scenografie montate dai tecnici. Bei tempi, quelli in cui avevi solo qualche secondo per sfilarti di dosso il costume di scena e indossarne un altro, il tutto nel pertugio di una quinta che mai era la stessa, perché quella quinta cambiava tutte le sere. Quando venivano addirittura a chiamarti in camerino e la sarta ti aggiustava all’ultimo momento un bottone allentato.

Eh, sì. Chissà com’era fare l’attore a quei tempi. Ah, io di sicuro non lo so! Mi sono appropriato dei ricordi di Marcello, il mio vecchio insegnante di teatro. In realtà, proprio grazie a lui, ho assaggiato un chicco (ma nemmeno, ecco..direi più una briciola, un pelino o come avrebbe detto la Marchesini: «un cecio che un cecio non è!») del mestiere del teatro che fu, in un passato poco remoto che adesso pare mitologia.

Oggi, solo un’artista di strada completamente autonomo riuscirebbe a fare 360 giorni di repliche l’anno, ammesso e concesso che sopravviva al freddo che c’è là fuori. Beh, io non ho mai replicato per più di venti volte lo stesso spettacolo (situazione eccezionale, per ora mai ripetutasi) ma con La ballata di Pulcinella capitano del popolo ho partecipato a una grande produzione, avevamo tutto, pure le sarte!

Grazie Mina! Il vestito che hai fatto mi ha rinvigorito e sono voglioso di andare in scena.

17 GENNAIO 2019 | Ex-Ospedale San Giacomo di Carrara (MS) | Via Carriona incrocio via Grazzano | Ore 17:30 | Posti limitati

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La locandina non è ancora pronta ma ho fotografato quella del ricordo. A Lisbona direbbero «saudade», dolce nostalgia.

A domani.

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Diario dell'attore, Teatro

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